Ed è questo che mi ha colpito.
Non tanto il giudizio più o meno negativo dell gente, nè la certezza della loro completa estraneità ai fatti sono le cose che mi hanno fatto soffermare sulla loro storia ma piuttosto questa loro "rinascita" (se così possiamo chiamarla), questa loro seconda chance.
Il vivere rinchiusi per 4 anni in un carcere, nell'età in cui si progetta e ci si forma per il futuro mi ha fatto molto pensare...ad esempio in questo tempo io ho studiato e sono andata avanti, ho potuto fare esperienze con la spensieratezza dell'età... a loro tutto questo è stato negato, giustamente o ingiustamente che sia. Ora però lo hanno riacquistato anche se il tempo perduto non si recupera.
E proprio questo loro ritorno alla vita mi è venuto in mente quando l'altra volta ho terminato il mio percorso di lezioni-esami... è come se per un tempo lungo e interminabile io sia stata dentro ad una prigione... lo so il termine di paragone non sarà proprio appropriato però... la sensazione che alla fine ho avuto è stata quella.
Per carità questo non vuol dire che ciò per cui ho sacrificato del tempo e parte delle mie forze sia stata come un prigione... però la sensazione di libertà che si ha al termine del percorso è qualcosa di simile.
Ora anche io come loro ho davanti una nuova vita, un futuro in cui poter crescere ed un presente dove potermi inserire a progettare la mia vita anche se loro conserveranno dentro di sè la verità di quella notte..
Nessun commento:
Posta un commento